Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy cliccando qui.
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
www.emiliaromagnaturismo.it Emilia-Romagna Turismo

Pompeano

Contatto comune di Serramazzoni
Indirizzo Piazza Tasso 41028 Serramazzoni MO
Telefono 0536/952199
Fax 0536/954665
E-mail turismosport@comune.serramazzoni.mo.it
Internet www.comune.serramazzoni.mo.it


Scheda aggiornata il 29/05/2015 (130000492)


A cura della Redazione Locale di SERRAMAZZONI
Piazza T.Tasso n. 7 - 41028 Serramazzoni (MO)
Tel. 0536 952202 oppure 0536 952199 int 230 - Fax 0536/954665
Email: turismosport@comune.serramazzoni.mo.it

frazione di Serramazzoni

Pompeano fa parte del Comune di Serramazzoni solo dal 1860; prima di questa data, la sua storia è da ricercarsi in quella del Contado di Gombola i cui Signori, di origine longobarda, costituivano una delle Famiglie più potenti della montagna modenese. Nel 1416, i da Gombola perdettero il feudo in favore dei Cesi che lo tennero sino all’arrivo delle armate francesi di Napoleone nel 1796. Il castello è raggiungibile solo salendo una scalinata all’esterno delle mura. All’interno della cinta muraria si vedono un’antica torre quadrata; il palazzetto, in cattivo stato di conservazione, che fu abitato dal Marchese Ferdinando Calori Cesi sino al 1885; il campanile terminato nel 1886; ed in fine la “risorta” chiesa dedicata a S.Geminiano. L’edificio sacro ha una singolare storia di volontà, caparbietà e amore: divenuta, da chiesetta castellana dedicata a S. Maria, parrocchiale dedicata a S. Geminiano, negli anni dal 1885 al 1900 per volontà del Parroco Don Vincenzo Tassoni e dei parrocchiani di Pompeano fu allungata ed alzata nella parte dell’abside. La chiesa dopo la morte di Don Tassoni non fu più ultimata, anzi nel 1960, per la precarietà del tetto, dovette essere chiusa. Nel 1986, dopo trenta anni di forzato abbandono, il Parroco e la popolazione di Pompeano, avvalendosi di tecnici e maestranze del posto con l’aiuto finanziario della Regione, della Provincia, del Comune, delle banche e di alcune imprese, in soli due anni hanno portato alla copertura gli edifici della Chiesa e della canonica.
Il Sasso su cui si erge il castello di Pompeano, di colore verde scuro, tanto da sembrare quasi nero (ferro e magnesio), è una serpentina di origine vulcanica sottomarina (ofiolite) ed è attraversata al suo interno da una fenditura o faglia che ha dato origine ad una grotta della lunghezza di circa trenta metri. La grotta, dopo un ingresso assai angusto, diviene più percorribile: l’altezza è di circa 4 o 5 metri e la larghezza di circa 3. Lungo il ripido e scivoloso percorso, si possono ammirare esemplari di geotritoni; sul fondo si trova un laghetto la cui profondità in determinati momenti dell’anno è di circa 20 metri.